Quali sono i nuovi siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco in Spagna

L'Italia è la prima al mondo per numero di siti Unesco, mentre la Spagna è al quarto posto con 49 siti

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L'ingresso Giardino Botanico Reale di Madrid
GTRES
21 ottobre 2021, Redazione

All'inizio di quest'anno, l'Unesco ha comunicato quali sono i nuovi siti nel mondo che sarebbero entrati a far parte della lista dei siti Patrimonio dell'Umanità. Con queste nuove aggiunte, l'Italia continua a guidare la classifica con ben 58 località riconosciute come Patrimonio dell'Umanità. Le novità sono i portici della città di Bologna, gli otto palazzi storici della città di Padova e la città termale di Montecatini Terme. Da parte sua invece, la Spagna raggiunge la somma di 49 siti, rimanendo al quarto posto della classifica.

I più recenti siti Unesco in Spagna sono il Paseo del Prado e El Retiro, mentre le prime località spagnole che furono dichiarate Patrimonio dell'Umanità sono l'Alhambra, la cattedrale di Burgos, il centro storico di Cordoba e il monastero di El Escorial, aggiunto nel 1984. I più antichi però sono anche i più visitati, per cui invece cosa vale la pena visitare tra i più recenti siti Unesco spagnoli?

Il Paseo del Prado e El Retiro

L'area intorno al Paseo del Prado e al bellissimo Parco del Retiro è un noto punto di riferimento di Madrid ed è la più recente aggiunta spagnola all'elenco di oltre 1.000 siti Unesco in tutto il mondo. Molto meno antico del tipico sito UNESCO, il Paseo del Prado è comunque un importante luogo culturale: è stato il primo viale alberato all'interno di una capitale europea, creato nel XVI secolo per offrire agli abitanti della città uno spazio per il tempo libero, dove poter passeggiare e riposare in un ambiente quasi boscoso.

Rappresenta anche un modello distinto di intervento urbano, che unisce natura e scienza come motore per trasformare la società. Al tempo dell'Illuminismo, questo spazio era un punto di riferimento urbano eccezionale, dato che era la sede di una serie di istituzioni (Gabinetto di Storia Naturale, Giardino Botanico Reale e Osservatorio Reale di Madrid) che avevano lo scopo di promuovere la ricerca scientifica e divulgarne la conoscenza in tutta la società.

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La Fontana dell'Angelo Caduto nel Parco del Retiro
GTRES

Risco Caido e i Sacri Monti di Gran Canaria

Un'altra recente località in Spagna che è stata aggiunta all'elenco è il Risco Caido e il Paesaggio Culturale dei Sacri Monti di Gran Canaria, nelle montagne del centro di Gran Canaria. La località è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 2019, per le sue splendide formazioni rocciose naturali e gli insediamenti trogloditi, dato che il complesso ospita ben due templi sacri della cultura preispanica dell'isola.

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Le formazioni rocciose naturali nel sito dei Sacri Monti di Gran Canaria
UNESCO WHC / Nacho Gonzalez

Califfato Città di Medina Azahara

L'anno precedente, nel 2018, è stata la città del califfato di Medina Azahara a venire aggiunta alla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità. Questo sito archeologico, di una città costruita dalla dinastia degli Omayyadi all'inizio del X secolo, fu distrutto appena un centinaio di anni dopo e rimase perduto fino al XX secolo. Dopo quasi 1.000 anni, il sito era stato dimenticato, ma sin dalla sua riscoperta è stato una fonte inestimabile di conoscenza sull'ormai scomparsa civiltà islamica occidentale di Al-Andalus, all'apice del suo potere.

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Una veduta aerea della città del califfato di Medina Azahara
Madinat al-Zahra Archaeological Site

Dolmen di Antequera

Nel 2016 l'UNESCO ha invece dichiarato il Dolmen di Antequera di Malaga come Patrimonio dell'Umanità. Questi monumenti megalitici, simili ad altre antiche strutture funerarie in giro per l'Europa, sono stati costruiti utilizzando enormi blocchi di pietra per formare camere con tetti architravati o false cupole all'interno. Risalgono al Neolitico e all'età del bronzo e sono un eccellente esempio dei primi riti funerari europei e della più ampia tendenza del megalitismo. Il sito comprende anche La Peña de los Enamorados ed El Torcal, due formazioni montuose che probabilmente hanno fornito gran parte della materia prima utilizzata nel sito.

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I "7 tavoli" del sito dei dolmen di Antequera
Conjunto Arqueológico Dólmenes de Antequera
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